mercoledì 29 giugno 2016

CURARSI CON IL SEDANO - Afrodisiaco (Curing with Celery - Aphrodisiac)




  
IL SEDANO

I vecchi detti popolari non mentono, e ne conosco due sul sedano che rispecchiano perfettamente la realtà. Il primo dice che: 
"Se donna sapesse quel che il sedano fa all'uomo, andrebbe a cercarlo da Parigi a Roma".
 Il secondo vuole che:
"Se l'uomo conoscesse i benefici del sedano, ne riempirebbe l'orto". 
È vero! Il sedano è l'amico della virilità. È vero! È afrodisiaco. 
Il filtro d'amore di Tristano ne conteneva, sia pure mescolato ad altri ingredienti (fra cui un testicolo di gallo bianco, del vino, dei gamberi di fiume, fiori di mandragola, tartufi, peperone, pepe, timo e alloro)...


Apio selvatico

Conosciuto allo stato selvatico come apio, sedano odoroso, prezzemolo delle paludi, cresce nei luoghi umidi. Le api ne sono ghiotte e forse è da questo che deriva il nome latino di Apium. È una pianta della stessa famiglia della carota, a foglie composte triangolari seghettate, fiori bianchi o verdastri, alti steli cavi (alti circa un metro) e scanalati, di sapore acre e di odore abbastanza repellente. Cresce in suoli ricchi di sale come le paludi litoranee o le sorgenti salate, per cui non è facile da rintracciare. 
Gli antichi lo conoscevano benissimo: nell'Iliade Omero ci dice che Achille se ne serviva per curare i suoi superbi destrieri.
I medici greci, e in seguito nel Medio Evo la saggia santa Ildegarda, lo considerarono un rimedio universale. Se ne servivano come diuretico, febbrifugo, digestivo, antiscorbutico, stimolante e, già allora, come afrodisiaco. 
Venticinque secoli fa il padre della medicina, Ippocrate, proclamava quanto proclamo anch'io oggi: 
"Se i vostri nervi sono sconvolti, il sedano sia il vostro cibo e la vostra medicina". 
La coltivazione del sedano ha avuto inizio nel XVI secolo: si è prima passati dall'apio al sedano cavo (che già non ha più I'odore sgradevole della varietà selvatica), indi si è passati al sedano rapa, prima di ottenere il sedano a coste o sedano coltivato.
Il sedano coltivato ha mantenuto quasi tutte le virtù del suo antenato selvatico: favorisce la diuresi e di conseguenza lo raccomando contro tutte le affezioni renali, la gotta e i reumatismi. È febbrifugo e giova alle funzioni dello stomaco; è un forte stimolante dell'appetito, è ricco di vitamine quindi un buon ricostituente per i convalescenti, per i "malandati" cronici, insomma per molti di noi che viviamo in questa era di inquinamento galoppante. 
Come stimolante generale, non c'è niente di meglio del succo di sedano mescolato a succo di carota e a succo di pomodoro. Il sedano fa anche dimagrire: alle donne civettuole, preoccupate di mantenere la linea, raccomando di mangiare del sedano crudo fra un pasto e l'altro.
Infine il sedano ha ancora un'altra virtù sorprendente che mi ha fatto conoscere nonna Sonia: l'acqua di cottura del sedano è un'ottima lozione antiforfora.





Raccolta

Non perdete tempo a cercare l'apio selvatico in campagna: è troppo raro e anche se riusciste a identificarne qualche pianticella, non basterebbe mai per le vostre preparazioni. Comperatelo piuttosto in un'erboristeria di fiducia, o ripiegate sul sedano coltivato (sedano o sedano rapa) purché ne conosciate la provenienza (insetticidi, pesticidi, funghicidi: pericolo!).




Preparazione e impiego

SUCCO di foglie (sedano selvatico o coltivato), come diuretico: un bicchiere da liquore al giorno; contro la febbre: un bicchiere normale.

INFUSO di foglie (sedano selvatico o coltivato) per lo stomaco: mettete una grossa manciata di foglie fresche o una piccola manciata di foglie secche per litro d'acqua. (2 tazze al giorno, dopo i pasti.)

DECOTTO di radice (sedano selvatico o sedano rapa) come stimolante: una manciata di radice pestata in un litro d'acqua. (2 tazze al giorno.)

BAGNI ALLE MANI E PEDILUVI  stimolanti: misurate 50 grammi di sedano coltivato e di radice di sedano rapa (o di sedano selvatico) per litro d'acqua. (Una volta al giorno, per una settimana.)

LOZIONE: prendete l'acqua di cottura del sedano coltivato e lasciatela intiepidire; applicatela così più volte, pettinando accuratamente i vostri capelli, alla fine del lavaggio. Il risultato è ancora migliore se mescolate a questa lozione un decotto di foglie di bardana e di betulla.




INDICE DELLE MALATTIE E DELLE PIANTE INDICATE PER CURARLE

A - B - C - D - E - F - G - H - I - L - M - N - O - P - R - S - T - U - V 


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