martedì 17 novembre 2015

CURARSI CON LA PERVINCA (Curing with periwinkle)



   
LA PERVINCA

Schiude i suoi fiori come degli stupendi occhi azzurri che si aprano per ammirare i primi miracoli primaverili della natura vestita a festa. Quale sarà mai la curiosità civettuola che la spinge a salutare la nascita del sole trionfante sulle tristi nebbie invernali? Non so. 
È un fatto che questo fiorellino, amico dei giganteschi faggi, ha molto colpito i nostri avi. La pervinca è stata a tutti i Sabba, ha avuto parte in tutti i filtri misteriosi preparati dalle streghe e in tutte le storie d'amore.
È la seducente cugina strisciante dell'oleandro, a foglie sempreverdi e corolle a cinque lobi angolati a forma di elica che la rendono inconfondibile come lo stesso colore azzurro chiaro o tendente al lilla di cui ama pararsi. 
Se ne conoscono tre specie: la minore, la media e la maggiore, conosciute anche volgarmente con i nomi di erba vinca, fior di morto, carniola.
Gli antichi prescrivevano la pervinca per curare diarree, mal di denti, morsi di serpenti, dolori dell'apparato genitale femminile, emorragie al naso ed emorragie in generale. 
Nel secolo di Luigi XIV aveva fama di essere un ottimo rimedio contro le malattie di petto. 
Madame de Sévigné scriveva alla figlia, raccomandandole la "buona pervinca, verde e amata, ma tanto benefica contro i tuoi malanni".

Malgrado tutta la loro bellezza, non sono i fiori della pervinca che racchiudono le virtù curative, ma le foglie. Sono toniche. Rigenerano il sangue, e ciò le rende della massima utilità agli anemici, convalescenti, esauriti e a quanti hanno subito gravi incidenti. Arrestano le emorragie, sono efficaci nel combattere gli sbocchi di sangue e le emorragie al naso e, grazie alle loro virtù cicatrizzanti, sono uno dei principali rimedi per curare le ferite. 
Si somministra le foglie di pervinca con ottimi risultati per curare diarree, leucorree, disturbi dell'apparato respiratorio, dissenteria; inoltre, le foglie sono antiscorbutiche, diuretiche e depurative: non si accontentano di rigenerare il sangue, riescono addirittura a ripulirlo.

Per uso esterno, le foglie di pervinca fanno prodigi in clistere contro diarree e dissenteria, in lozione accelerano la cicatrizzazione delle piaghe e in gargarismi guariscono mali di gola, infiammazioni delle tonsille e infezioni della bocca.




Raccolta

Le foglie della pervinca restano verdi durante tutto l'anno, quindi le potremo raccogliere e utilizzare fresche in qualsiasi periodo. Possiamo anche essiccarle in un locale ben ventilato dopo averle colte in primavera, epoca nella quale raggiungono la massima attività curativa.


Preparazione e impiego

INFUSO E DECOTTO: mettete una manciata di foglie fresche (1/2 manciata di foglie secche) in un litro d'acqua. (2 tazze al giorno.)

VINO: mettete 2 manciate di foglie fresche (una manciata di foglie secche) in un litro di vino bollente, unitevi 100 grammi di zucchero; lasciate raffreddare lentamente. (Un bicchierino per pasto.)

MACERAZIONE: lasciate riposare per una settimana 2 manciate di foglie fresche in un litro di vino. (Un bicchierino aI giorno.)

DECOTTO per uso esterno (lozioni, impacchi, clisteri): misurate una manciata di foglie fresche (1/2 manciata di foglie secche) per litro d'acqua.

BAGNI ALLE MANI E PEDILUVI: stesse proporzioni, della ricetta precedente; potete aggiungervi una manciata di fiori.







ERBE MEDICINALI - FITOTERAPIA

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