mercoledì 11 novembre 2015

CURARSI CON IL PESCO (Curing with peach)



   
IL PESCO

Solo i pittori cinesi hanno saputo esprimere la stupenda fioritura rosa del pesco a fine inverno, quando il delicato pastello delle corolle, come una nebbia intangibile, abbellisce i ramoscelli ancora anneriti dalle gelate.
Amerei alla follia il pesco solo per queste sue sfumature, per il rosa sottratto alle nubi o alle ali degli angeli: sarei ingiusto perché trascurerei i succosi frutti che ci offre e che con la loro delizia sembrano voler addolcire e calmare fino all'ultimo muscolo del nostro corpo. 
La pesca è un frutto favolosamente rinfrescante, ricco in zuccheri assimilabili e in vitamine e, se non fosse per la mania insetticida del nostro tempo, vi esorterei a farne delle vere e proprie orgie.
Il pesco, contrariamente a quanto suggerirebbe il nome (dal greco persikon e dal latino persicum), non ha le sue origini in Persia, ma in Cina dov'era coltivato già duemila anni prima dell'era cristiana. 
È un parente stretto del susino, ed è stato sfruttato molto presto come pianta medicinale in occidente (come vermifugo, contro la risipola, l'alitosi, la sordità, i disturbi dell'apparato genito-urinario e la gotta), ma, stranamente, i frutti del pesco sono stati a lungo trascurati e quasi considerati con una certa diffidenza. 
Oggi, che la pesca ha ottenuto il dovuto riconoscimento, non è male soffermarci sulle virtù curative dei fiori e delle foglie della pianta.
Sono calmanti, purgativi, diuretici, vermifughi e febbrifughi. La loro azione lassativa è stata confermati in moltissime occasioni, come pure I'azione benefica nel guarire pertosse, asma, coliche renali, calcoli urinari e cistiti. 
Per uso esterno, in cataplasmi, le foglie tritate sono efficaci per lenire mali di pancia e coliche (in particolare dei bambini, ai quali facilitano anche la eliminazione dei parassiti). 
Usate in impacchi, bagni alle mani e pediluvi, frizioni, sono utilissime per alleviare dolori, dermatiti, reumatismi, pruriti e infiammazioni.



Raccolta

Cogliete solo fiori e foglie di peschi che vi diano assoluta garanzia di essere stati coltivati senza il malefico intervento di concimi o pesticidi chimici: se non siete più che sicuri di questo fatto, lasciate perdere. 
Cogliete i fiori ancora in boccio con il calice,rossastro (che racchiude la maggior parte dei principi attivi). Li userete freschi o essiccati all'ombra. Se li essiccate, badate bene a non ammucchiarli perché si romperebbero.
Le foglie vanno colte al principio dell'estate, primi della maturazione dei frutti: essiccatele all'ombra o al sole e conservatele in sacchetti.






Preparazione e impiego

INFUSO di foglie fresche o secche (purgativo): mettete 10 foglie in un litro d'acqua. 
(Una tazza al giorno, al mattino).

INFUSO di fiori freschi (purgativo e calmante): mettete 5 pizzichi di fiori in un litro d'acqua. 
(Una mezza tazza al giorno).

INFUSO di fiori secchi (purgativo,lassativo, calmante): mettete 5 o 6 pizzichi di fiori n un litro d'acqua. 
(Una tazza al giorno per gli adulti, 2 cucchiai da minestra al giorno per i bambini).

DECOTTO di foglie e di fiori (uso esterno: impacchi, ecc.): misurate uno mezza manciata di foglie e di fiori mescolati (secchi o freschi) per un litro d'acqua.

BAGNI ALLE MANI  E PEDILUVI di foglie e di fiori: misurate 2 manciate di foglie e di fiori per una bacinella d'acqua.

SCIROPPO di fiori: misurate una parte di fiori per una parte di zucchero e una parte e mezzo d'acqua bollente; mescolate fino a ottenere un liquido omogeneo; lasciate riposare 2 ore; filtrante. 
(Un cucchiaino da caffè al giorno per i bambini, un cucchiaio da minestra per gli adulti).

SUCCO (lassativo, diuretico, emolliente, calmante e rinfrescante): bevetene un grande bicchiere la mattina a digiuno.


NOTA: Se la pesca non ha che qualità, le foglie e i fiori contengono, sia pur in minime dosi, dell'acido prussico. Questo non è affatto pericoloso in tutte le preparazioni elencate qui sopra, ma è bene osservare scrupolosamente le dosi indicate altrimenti ci si esporrebbe a dei disturbi. 
La mandorla contenuta nel nocciolo della pesca è molto tossica: non la utilizzate in tisane come lo raccomandano certuni e fate attenzione che i vostri bambini non la mangino.



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