giovedì 13 agosto 2015

CURARSI CON L'ASPARAGO (Curing with Asparagus)



ASPARAGIO

Il termine asparago o asparagio (dal greco aspharagos, che è dal persiano asparag, ossia germoglio) può designare sia l'intera pianta che i germogli della pianta Asparagus officinalis L. Appartiene alla famiglia delle Liliaceae, un'angiosperma monocotiledone. L'asparago possiede particolari proprietà diuretiche, viene apprezzato dai buongustai e ha alle spalle una storia millenaria.

La parte che mangiamo di questa pianta delicata e tentatrice dei buongustai, non è che un giovane germoglio primaverile.
Nel suo insieme, la pianta ha rizomi e steli aerei irti di rametti a pennacchio. 
I fiori sono minuscoli e verdolini con una vaga somiglianza alle campanule del mughetto con sei petali; infatti, come quest'ultimo, l'asparagio è una liliacea. 
Due varietà dell'asparagio sono importanti: I'asparagio coltivato e quello selvatico o a foglie appuntite; quest'ultimo non si trova che in località aride e rocciose delle regioni mediterranee. 
Gli egiziani coltivavano l'asparagio ed è tramite i greci che è arrivato nel meridione dell'Italia e della Francia. I germogli che mangiamo hanno la stessa attività medicinale, sia pure in minor misura, dei rizomi. 
Questa specie è fortemente diuretica: sappiamo tutti che, mangiandone, le urine acquistano
un odore particolare.
Lo raccomando a tutti quelli che hanno dei reni pigri, salvo in caso di infiammazione delle vie urinarie, a quelli che hanno disturbi alla vescica, al fegato, al cuore e ai gottosi. 
L'asparagio ha un'efficacia tutta particolare contro l'insufficenza epatica, agisce come sedativo delle palpitazioni meglio di qualunque altro semplice e lo raccomando in modo particolare agli intellettuali che devono sottoporsi a notevoli sforzi.
L'asparagio contiene in abbondanza l'asparagina che è un indispensabile ricostituente delle cellule del corpo.





  
Raccolta

Data la difficoltà nel riconoscere l'asparagio selvatico e anche la difficoltà di coltivare in giardino la varieta domestica, a scanso di errori che possono essere pericolosi, vi consiglio vivamente di procurarvi le radici presso un erborista che vi dia la massima garanzia di non rifilarvi delle radici coltivate in terreni che abbiano subito trattamenti chimici. Nel caso riusciste a coltivarli, cogliete le radici e i rizomi in autunno, quando il loro contenuto di principi attivi è maggiore.




   
Preparazione e impiego

INFUSO E DECOTTO - mezza manciata o una manciata intera di radici fresche per litro d'acqua. (2 tazze al giorno.)

VERDURA -  mangiatene quanta ne vorrete, a meno che non soffriate di infiammazione delle vie urinarie o di reumatismi articolari acuti (gli afflitti da reumatismi cronici li tollerano bene).

BAGNI ALLE MANI E PEDILUVI - una manciata di radici e qual-
che punta d'asparagio schiacciate in un li'tro d'acqua. (Con-
tro le insufficenze epatiche e le palpitazioni.)


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