sabato 13 dicembre 2014

CURARSI CON IL ROVO (Curing with bramble)




   
IL ROVO

Questo arbusto sembra essere stato creato per graffiare e aggredire: i gambi, le foglie, lo stesso peduncolo dei fiori sono irti di spine che ricoprendolo completamente non lasciano nessuna speranza alle sue prede. Guai al monello distratto che espone i polpacci alla carezza di questa belva vegetale. 
Il rovo, però, offre protezione agli uccelli e ai conigli braccati dai predatori. Si può dire che il rovo sia "l'ambasciatore" della foresta nei terreni incolti. Sotto la protezione dei suoi rami pungenti gli alberelli crescono senza tema degli erbivori, e quando saranno cresciuti il rovo toglierà il disturbo e si trasferirà altrove propagandosi spontaneamente per margotta (un ramo si ripiega sul terreno emettendo radici e dando così vita a una nuova pianta)...





  
Il rovo, detto anche spino, pruno e moro selvatico, schiude d'estate i suoi fiori bianchi e ci offre da agosto a ottobre il caratteristico frutto, prima rosso poi nero violaceo, che chiamiamo mora. Questo frutto ha una somiglianza con la mora del gelso e sarebbe meglio chiamarlo mora selvatica per non creare confusioni (non è sul rovo che viene allevato il baco da seta!). 
Contrariamente al gelso, pianta venuta dall'oriente e appartenente alla famiglia delle Moracee, il rovo è una Rosacea, come la rosa, la fragola, il lampone e il melo.

Rimpinzatevi di more a volontà, crude, zuccherate, in confetture, in sciroppo: sono un alimento delizioso quanto sano.
Le more, ben mature, nere, combattono la stitichezza, aiutano la digestione, leniscono le infiammazioni della bocca e della gola e favoriscono la guarigione delle angine e delle tonsilliti. 
Gli stessi frutti, colti prima della maturazione (verdi o rossi), sono dei rimedi sovrani contro le diarree e soprattutto le diarree dei lattanti ai quali raccomando di somministrare uno sciroppo composto a meta di more verdi e a meta di more nere.

Le altre parti della pianta non sono meno attive (foglie, germogli, fiori e radici). L'insigne medico greco Dioscoride le prescriveva già ai suoi tempi come astringenti per gli organi troppo dilatati (intestino e utero), per rinforzare le gengive, per curare le ulcerazioni e le piaghe, per alleviare i dolori causati dalle emorroidi e per dare sollievo ai sofferenti di acidità di stomaco. 
Nel Medio Evo poi, santa Ildegarda aggiungeva a questa lista di malanni, la tosse, i mali di gola, le febbri, le emicranie e i dolori di denti. In base alla mia esperienza, raccomando particolarmente l'uso del rovo nella cura delle diarree croniche, di ogni genere di emorragie, piaghe, influenza, mali di gola e raucedine. 
I gargarismi fanno mirabilia per combattere le infezioni e le irritazioni delle gengive. Ugualmente attivo si dimostra nella cura delle malattie della pelle (eruzioni, acne, eczemi), negli ascessi, foruncoli e viene utilizzato con successo per curare anche casi di emorroidi e perdite bianche. 
Il rovo è infine un buon coadiuvante nella cura della blenorragia.


Rubus caesius - Famiglia delle Rosacee (Fiori bianchi)

Raccolta

Non dovrete faticare molto a trovare dei cespugli di rovo lungo i sentieri di campagna o addirittura nel bel mezzo di viottoli poco frequentati. 
Coglierete i germogli e le foglie in primavera e i fiori subito prima della fioritura; li essiccherete all'ombra. Estirpate le radici in estate. Cogliete le more sia verdi che mature, quando avranno già il bel colore scuro che acquistano dopo essersi ubriacate di sole.






Preparazione e impiego

INFUSO di foglie, di germogli, di fiori o di radici: mettete una piccola manciata di una di queste parti o di un miscuglio in un litro d'acqua. (3 tazze al giorno.)

DECOTTO di foglie, di germogli, di fiori o di radici (per uso esterno: gargarismi, clisteri, irrigazioni vaginali, applicazioni locali): misurate z manciate di una di queste parti o di un miscuglio, per litro d'acqua.

BAGNI ALLE MANI E PEDILUVI: mettete 2 manciate di fiori e di foglie per litro d'acqua.

SUCCO: a volontà, particolarmente contro la diarrea.

.: è una bevanda molto salutare e per di più gradevolissima; ha un profumo di rosa. 
Stendete all'ombra, per due giorni, una miscela di 2/3 di foglie di rovo e 1/3 di foglie di lampone.
Tritate e lasciate fermentare per altri due giorni in un telo pulito. 
Conservate il vostro tè in scatole di latta: lo preparerete con lo stesso sistema con il quale di solito preparate un tè normale.



ERBE MEDICINALI - FITOTERAPIA

A - B - C - D - E - F - G - H - I - J - K - L - M - N - O - P - Q - R - S - T - U - V - W - X - Y - Z


Nessun commento: