mercoledì 12 novembre 2014

CURARSI CON LA VERBENA (Curing with vervain)

Verbena officinalis



    
LA VERBENA

Esistono due specie di verbena: una scheletrica, dai rametti scarni, i fiori piccoli e le foglie corte e irregolarmente lobate, detta verbena officinale; I'altra molto più grande, con ampie foglie e un aroma inebriante che ricorda quello del limone, detta verbena odorosa o cedrina o verbena a tre foglie

La verbena officinale cresce spontanea in Europa e la si può trovare nei terreni incolti, lungo gli argini e fra le macerie. È particolarmente gradita dalle api. 

La verbena odorosa proviene dall'America del Sud ma è largamente coltivata nelle contrade mediterranee dove è stata introdotta nel 1700. È questa alla quale ci riferiamo generalmente con il nome di verbena ed è di gran lunga la più ricca di virtù curative.

La verbena officinale, detta anche verbena degli stregoni, erba consacrata, erba incantatrice, erba sacra, erba colombina, erba crocina, ha una storia molto interessante. Nell'antico mondo greco-latino se ne facevano delle corone per cingere le fronti degli ambasciatori e dei notabili. 
Solo con la verbena era consentito spolverare I'altare di Giove, il re degli dei. 
Gli stregoni e i maghi le attribuivano virtù miracolose, come poter guarire tutte le ferite di guerra e conferire I'immortalità ai valorosi. 
I galli avevano per la verbena officinale una venerazione seconda solo a quella riservata al vischio. 
I maghi del Medio Evo la usavano come ingrediente dei loro filtri magici. 
Era tenuta in gran conto anche come erba medicinale e considerata la panacea per guarire tutti i malanni (itterizia, ulcere, malattie dei reni, malattie di cuore, mal di denti, parti difficili, ecc.). Oggi è decisamente in declino: ovviamente non pretendiamo più che possa guarire tutte le malattie, ma ho potuto apprezzare la sua attività benefica in molte occasioni. 
È tonica, antispasmodica (quindi utile a combattere il nervosismo, la tosse, I'insonnia e gli stati angosciosi) ed è anche febbrifuga. 
È un buon depurativo dell'organismo ed è anche astringente, per cui facilita la guarigione delle ferite e delle infezioni. Usatela per curare gotta, reumatismi, itterizia, febbri e dolori di origine nervosa. 
Per uso esterno ve ne servirete contro le angine, i mali di gola, le tonsilliti (in gargarismi), le emicranie (in impacchi sulla fronte), le ulcerazioni, le scottature, i tagli, i lividi e gli ematomi (in compresse).




   
La verbena odorosa ha, rispetto alla sua vecchia cugina europea, il vantaggio della ''gioventù'', dato che la conosciamo solo da duecento anni. È anche, indubbiamente, più attiva, il che però non costituisce necessariamente un vantaggio, dato che certi malanni rispondono meglio a trattamenti più blandi.
È eccitante, e questo ci porta a raccomandarla agli apatici, ai depressi e ai nevrastenici. 
Combatte degnamente gli spasmi, (crampi di stomaco, palpitazioni, asma, ecc.) ed è febbrifuga.
È un'ottima cura contro le nevralgie, le emicranie, le vertigini e l'esaurimento intellettuale. 
Soprattutto è una grande amica del nostro sistema digestivo: se soffrite di acidità di stomaco, di digestioni difficili e di flatulenze, affidatevi a questa verbena.
Attualmente è molto in voga e se ne fa un grosso consumo: non ho niente in contrario a che vi uniate alla falange degli estimatori di questa erba, a condizione, beninteso, che ve la procuriate da un erborista serio o direttamente da un coltivatore "biologico"; meglio ancora se la coltivate voi stessi.


Raccolta

Andate a raccogliere la verbena officinale in campagna, o coltivatela in giardino: è una pianta rustica che si adatta a tutti i terreni. Tagliatela a livello del suolo subito prima della fioritura completa. Essiccatela in mazzetti appesi all'ombra.
Se volete coltivare la verbena odorosa, potrete farlo a condizione di abitare le calde sponde del Mediterraneo: questa erba non tollera il freddo e la pianterete in un terreno ricco e permeabile, annaffiandola spesso d'estate per evitare la caduta delle foglie. 
Cogliete le foglie e le spighe fiorali al momento della fioritura. Essiccate in mazzetti appesi all'ombra.


Preparazione e impiego

VERBENA OFFICINALE



INFUSO: mettete da 10 a 15 pizzichi di pianta secca in un litro d'acqua.(2 o 3 tazze al giorno.)

DECOTTO per uso interno: misurate una piccola manciata di pianta per litro d'acqua.

DECOTTO per uso esterno (impacchi, gargarismi, compresse): misurate una manciata e mezzo di verbena per litro d'acqua.

BAGNI ALLE MANI E PEDILUVI: stesse proporzioni del decotto precedente.


VERBENA ODOROSA


INFUSO: mettete da 10 a 15 pizzichi di fiori e di foglie in un litro d'acqua. (2 tazze al giorno: è una bevanda deliziosa, ma non ne abusate. Se volete una bibita ''alla verbena'' da prendere a volontà, allora diminuite la dose a 3 pizzichi di pianta per litro d'acqua.)

BAGNI ALLE MANI E PEDILUVI: misurate una manciata di pianta per litro d'acqua.

TINTURA: fate macerare per 3 giorni 4 o 5 foglie fresche in 1/4 di litro d'alcool. 
(Uso esterno: per massaggi sul ventre contro le malattie di stomaco.)

Nota: La verbena è, col tiglio, la menta e la camomilla, una delle piante che fanno parte della composizione della tisana della felicità (vedi Stati ansiosi) 



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