venerdì 31 ottobre 2014

CURARSI CON LA MELISSA (Curing with lemon balm)



  
MELISSA

Nulla eguaglia la bellezza dei suoi fiorellini bianchi a tre lobi tubolosi e dal profumo di limone fresco. La pianta cresce in grossi ciuffi alti da 40 a 80 centimetri e fiorisce nella prima metà dell'estate. 
Proviene dalle sponde orientali del Mediterraneo ma, dopo essere stata coltivata nei giardini, ha scelto la libertà e ora si trova in tutte le ridenti contrade dell'Europa occidentale. 
Cresce lungo i vecchi muri diroccati, i cigli dei sentieri, le siepi, le vigne e sulle macerie. 
Non è appurato se gli antichi, inizialmente, abbiano coltivato la melissa per il nettare che offre alle api o per le sue virtù medicamentose. Comunque stiano le cose, non tardarono ad apprezzarne i pregi e i medici arabi si resero subito conto dei doni che poteva offrire all'umanità. Furono loro che, per primi, la definirono ''cordiale'', cioè sostenitrice del cuore (calmante delle tachicardie e dissipatrice delle ansietà), e la considerarono ''euforizzante''', cioè capace di stimolare tutte le funzioni vitali e di allontanare gli spettri angosciosi della nevrastenia, delle fissazioni, dei mali di testa di origine nervosa e delle amnesie. 
La lezione degli arabi fu ereditata dai benedettini; questi, a loro volta, la trasmisero ad altri ordini che la coltivarono e che scoprirono l'acqua di melissa (l'acqua di melissa dei carmelitani è un rimedio ancora oggi apprezzato nel mondo intero).
Mio padre I'annoverava fra le sue erbe predilette e preferiva chiamarla citronella per via del caratteristico profumo.



     
Per me è la regina delle erbe stimolanti: ai disperati, ai padri di famiglia preoccupati, alle donne assillate da problemi economici o tipicamente femminili, agli eterni sconfitti dalla vita raccomando questa erba mirifica che rimette in sesto e rende la gioia di vivere. 
Si ha successo nella cura di esaurimenti nervosi valendosi di questa pianta; in fondo, la cosa è comprensibile se riflettiamo un poco sulle sue caratteristiche: essa sconfigge proprio quei malanni che sono la causa o la conseguenza degli esaurimenti e comunque procura sempre un netto miglioramento. Questo perché è antispasmodica e quindi fa cessare le contrazioni dolorose dei vari organi: del cuore (tachicardie angosciose), del sistema circolatorio in genere (ronzii alle orecchie, vertigini), dell'apparato digerente (crampi di stomaco, d'intestino, ecc.), del sistema nervoso (insonnia, stanchezza intellettuale, emicrania, stati angosciosi, nervi a fior di pelle), del sistema respiratorio (attacchi d'asma, tosse ribelle, ecc.). 
Un buon infuso di melissa è inoltre in grado di guarire quasi tutti i dolori addominali diffusi, i dolori di denti e di orecchi, l'irregolarità delle mestruazioni e tanti altri sintomi analoghi. 
Per uso esterno (poltiglia o lozione) la pianta è rimedio sovrano contro nevralgie, dolori reumatici, contusioni e piaghe (di cui agevola la cicatrizzazione).







Raccolta

La melissa selvatica si raccoglie a san Giovanni (il 24 giugno) col tempo asciutto, di mattina e dopo la rugiada, altrimenti la pianta oltre a prendere un odore sgradevole si rivela inutilizzabile. Essiccatela intera, distesa meta all'ombra e metà al sole in luogo bene arieggiato. Conservatela in mazzetti appesi alla trave del solaio, oppure conservate solamente le foglie che sono più ricche di principi attivi.
Se volete coltivare la melissa nel vostro giardino (cosa che vi raccomando), tenete presente che si adatta a qualsiasi terreno (predilige tuttavia quello fresco e profondo). Seminatela in aprile o, sotto vetro, in maggio, per trapiantarla in settembre. 
La pianta si diffonderà poi per stoloni.


    
Preparazione e impiego

INFUSO (particolarmente contro le mestruazioni dolorose): mettete 20 pizzichi di pianta secca per litro d'acqua. (Da 2 a 4 tazze al giorno.)

DECOTTO: misurate una piccola manciata di pianta secca per litro d'acqua.  (2 tazze al giorno, contro le emicranie, le crisi di nervi, le vertigini...)


VINO: in un litro di buon vino bianco fate macerare una buona manciata di pianta a temperatura dolce (30° o 40°) per 24 or€e. (2 bicchierini al giorno.)

BAGNI ALLE MANI E PEDILUVI: misurate una manciata di pianta per litro d'acqua. (Contro le emicranie, assieme a impacchi ghiacciati.)


DECOTTO CONCENTRATO per uso esterno (lozioni, clisteri, irrigazioni vaginali, ecc.): una manciata o una manciata e mezzo di pianta per litro d'acqua.

IMPIASTRI di foglie fresche: il loro effetto è particolarmente utile contro le piaghe, le contusioni e le punture di insetti (api, vespe).


ACQUA DI MELISSA (indigestioni, anemie, perdita di memoria, superemotività, ecc.): utilizzatela sia per via esterna (impacchi, lozioni, ecc.), sia per via interna in quest'ultimo caso attenetevi alle dosi seguenti: per gli adulti un cucchiaino da caffè con dell'acqua, del latte o del miele, due volte al giorno; per .i. bambini, 15 gocce sullo zucchero, solamente una volta al giorno. 
Potete comperare l'acqua di melissa in una buona erboristeria, ma eccovene due ricette ispirate dalla celebre Acqua di melissa dei carmelitani

Ricetta n° 1 - In un litro di acquavite mettete una manciata di melissa a metà essiccata, una scorza di limone, 10 pizzichi di noce moscata, 10 pizzichi di coriandolo, 10 chiodi di garofano e 10 pizzichi di cannella; lasciate riposare all'ombra, per una settimana; filtrate e conservate il preparato in una bottiglia di vetro a chiusura ermetica. 

Ricetta n° 2 - In un litro d'alcool a 45° mettete i manciate di melissa secca, una scorza di limone e 5 pizzichi d'angelica; lasciate riposare all'ombra per una settimana e mezzo; filtrate e aggiungete al preparato un pugno di coriandolo, 10 pizzichi di noce moscata, 10 pizzichi di cannella e 3 chiodi di garofano; filtrate di nuovo dopo 48 ore e conservatela nella stessa maniera della precedente.




    

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