martedì 13 settembre 2016

CURARSI CON LA FELCE FEMMINA (Athyrium filix-foemina)



     
LA FELCE FEMMINA

Athyrium filix-foemina (L.) Roth
Famiglia delle Aspidiacee
Pianta senza fiori


Se la felce maschio non ha che cellule maschili, la felce femmina non possiede che cellule femminili! Per la verità, questa felce ha anche un aspetto più esile e più aggraziato ed è meno rustica del cugino. Ne differisce anche per la taglia (raramente supera il metro), per gli steli lisci, per la dentellatura delle foglioline e per la disposizione delle spore in cumuli a mezza luna. 
È diffusa in tutti i boschi dell'emisfero settentrionale. La felce femmina ha all'incirca le stesse virtù medicinali della felce maschio, sia pure più attenuate; essa agisce delicatamente dove I'altra interviene con vigore. Per questa sua delicatezza, tendo a prediligerla; le modalità di raccolta, di preparazione e impiego sono le stesse della felce maschio.




Raccolta

Cogliete le foglie della felce maschio in primavera, quando sono ancora molto giovani e arrotolate o appena srotolate (in Norvegia e in Svezia si usa mangiarle come asparagi); estirpate la radice (il rizoma) in autunno.




Preparazione e impiego

INFUSO mettete da  a 10 a 20 piccole fette di radice in un litro d'acqua. (Una tazza, il mattino a digiuno, come vermifugo. Per i bambini non superate le 10 fette per litro).

POLPA AL MIELE di radice (vermifugo): per i bambini, l'equivalente di due cucchiaini da caffè al giorno, il mattino a digiuno, mescolata a miele. Per gli adulti, I'equivalente di 4 cucchiai da minestra di polpa.

INFUSO E DECOTTO  di foglie giovani (calmante e vermifugo): mettete un mazzetto di foglie giovani fresche in un litro d'acqua. (Una piccola tazza al giorno per i bambini. Da 2 a 3
tazze per gli adulti.)

BAGNI ALLE MANI E PEDILUVI misurate 10 fette di radice e un mazzetto di giovani foglie per litro d'acqua.

LETTO DI FELCE MASCHIO per i rachitici e i reumatici.




  
VEDI ANCHE . . .


INDICE DELLE MALATTIE E DELLE PIANTE INDICATE PER CURARLE

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giovedì 25 agosto 2016

CURARSI CON IL CRESCIONE (Nasturtium officinale) Curing with Watercress



IL CRESCIONE

Nasturtium officinale R. Brown
Famiglia delle Crocifere
Fiori bianchi


Tutti riconosciamo il crescione quando ci viene servito in insalata o come contorno a una bella bistecca, ma individuarlo in natura è un altro paio di maniche: le erbe della famiglia delle Crocifere hanno tutte delle forti somiglianze. Eppure il vero crescione, crescione d'acqua o "salute del corpo" (che nome! È una vera musica per l'orecchio del fitoterapeuta!), si lascia riconoscere abbastanza facilmente dal fusto radicante nei nodi inferiori, dalle foglie verde scuro (composte, leggermente ondulate ai margini e con la fogliolina terminale nettamente più grande), dalle infiorescenze costituite da fiorellini bianchi a quattro petali, dall'odore lievemente pungente. 
Il crescione è un'erba vivace che ricerca le acque pulite, fiorisce tutta I'estate, lo si trova in pianura come sui monti ed è diffuso in tutto il mondo. 
"Salute del corpo", il suo nome volgare diffuso in Francia, è tutto un programma. Gli antichi consideravano la pianta ricca di pregi. Dalle mie parti era detto "aglio acquatico", e nonostante le due specie siano botanicamente molto diverse, sul piano medicinale hanno analoghe virtù. 
Il crescione è depurativo (un bicchiere di succo al mattino e le tossine accumulate se ne vanno), diuretico, stimolante, aperitivo e febbrifugo. Ha un'azione riconosciuta contro i parassiti dell'intestino. Lo raccomando anche per curare le bronchiti croniche, le affezioni polmonari, lo scorbuto (per il suo alto contenuto di vitamina C), il diabete (abbassa il tasso degli zuccheri nel sangue), le nevralgie, il mal di denti e la caduta dei capelli! 
Ne consegue che il crescione, per me, è un semplice di importanza fondamentale. Per applicazioni esterne viene adoperato in cataplasmi e impacchi come il cavolo, per curare la gotta, i reumatismi e i dolori muscolari. Il succo della pianta, applicato direttamente sulla pelle, è un ottimo rimedio per le dermatosi e l'acne: se volete avere il colorito dei gigli e delle rose affidatevi al verde crescione.




Raccolta

Naturalmente potete rifornirvi di crescione dal verduraio: lo si coltiva in diverse regioni, ma il crescione selvatico è molto più attivo e, soprattutto, non subisce trattamenti chimici.
Dovunque abitiate non dovrebbe essere difficile reperirne allo stato selvatico in quantità che, se non basteranno a rifornirvi d'insalata, soddisferanno perlomeno i vostri bisogni di erba medicinale. 
Coglietelo in piccole quantità volta per volta fra aprile e settembre. Non lo fate essiccare perché ingiallirebbe e diverrebbe tossico: questa specie si utilizza solamente fresca. Lavatelo molto accuratamente per evitare di ingerire pericolose larve di parassiti (dannosi al fegato), ma astenetevene assolutamente (sia da quello coltivato che da quello selvatico) durante epidemie di tifo o di colera, malattie che si trasmettono con l'acqua. 
(Il crescione cotto perde quasi tutte le sue virtù curative.)





  
Preparazione e impiego

INSALATA: ricorretevi spesso; con il dente di leone è una delle migliori piante che io conosca per quest'uso. È stato constatato che una cura d'insalata ristabilisce il senso dell'equilibrio in caso di vertigini persistenti.

SUCCO FRESCO: spremete molto forte le foglie e i gambi del crescione attraverso una tela leggera. (Un bicchiere al giorno mescolato a un liquido freddo: latte, latticello, acqua e miele, ecc., come tonico ed eccitante.) 
Per applicazioni esterne contro le malattie della pelle (acne, lentiggini, dermatosi varie).

INFUSO: è molto poco attivo, ad ogni modo deve essere preparato con acqua appena calda in un vaso chiuso. (Da 2 a 4 tazze al giorno.)

SCIROPPO: mescolate una parte di succo di crescione a una parte e mezzo di zucchero. (Un mezzo bicchiere al giorno, puro o misto a un liquido freddo.)

IMPACCHI O CATAPLASMI di foglie: sono efficaci contro il mal di denti, i reumatismi, la gotta e i dolori muscolari.

BAGNI ALLE MANI E PEDILUVI: fateli appena tiepidi; misurate una bella manciata di crescione per un litro d'acqua.

LOZIONE contro la caduta dei capelli: mescolate 100 grammi di succo di crescione a 100 grammi di alcool a 90° (se possibile aggiungetevi 20 grammi di succo di betulla; il risultato sarà migliore). Una frizione al giorno.




Nota Bene: Il crescione, come ho potuto verificare empiricamente e come è stato dimostrato da diversi farmacologi, è un ottimo antidoto della nicotina. Soprattutto i fumatori faranno bene a farne il più largo uso. Gli sciacqui col succo di crescione rinforzano le gengive minacciate dal tabacco e purificano I'alito.





  
INDICE DELLE MALATTIE E DELLE PIANTE INDICATE PER CURARLE

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lunedì 15 agosto 2016

CURARSI CON LA FELCE MASCHIO (Dryopteris filix-mas L.)




FELCE MASCHIO

Dryopteris filix-mas (L.) o Polystichum filix-mas
Famiglia delle Aspidacee 
Pianta senza fiori 


Il nome di felce maschio deriva non dall'aver solamente delle cellule sessuali maschili, ma dalla sua eccezionale vitalità; è diffusa in quasi tutti i boschi ombrosi con una predilezione per quelli di faggio, dal terreno ricco e orientato a settentrione. Le sue grandi foglie (da 0,50 a 1,50 metri) si riconoscono dalla grossa nervatura coperta alla base da squame sottilissime di color rossastro, dai "rametti" divisi in due e dai cumuli reniformi di spore sulla pagina inferiore. 
I medici dell'antica Grecia (Teofrasto, Dioscoride e Galeno) la prescrivevano già contro i parassiti intestinali (rizoma + miele contro la tenia; rizoma a vino + orzo contro gli ascaridi). 
Le sono state attribuite anche altre proprietà: alcune sperimentate (è emostatica, cicatrizzante e può provocare aborti), altre completamente fantastiche (colta la notte di san Giovanni le si attribuiva la virtù di rendere invisibili!).
Ho soprattutto sfruttato le qualità vermifughe della parte sotterranea della pianta (Ie belle foglie primaverili, graziosamente arrotolate a forma di pastorale, hanno le stesse virtù) e mi sono anche avvalso delle proprietà calmanti delle foglie intere (bagni alle mani e pediluvi contro i reumatismi, la gotta, la sciatica, la lombaggine, i crampi, ecc.). 
Ma il lettore si guardi dall'abusare di questi medicamenti: in forti dosi la felce maschio può anche provocare la cecità.




Raccolta

Cogliete le foglie della felce maschio in primavera, quando sono ancora molto giovani e arrotolate o appena srotolate (in Norvegia e in Svezia si usa mangiarle come asparagi); estirpate la radice (il rizoma) in autunno.





   
Preparazione e impiego

INFUSO mettete da  a 10 a 20 piccole fette di radice in un litro d'acqua. (Una tazza, il mattino a digiuno, come vermifugo. Per i bambini non superate le 10 fette per litro).

POLPA AL MIELE di radice (vermifugo): per i bambini, l'equivalente di due cucchiaini da caffè al giorno, il mattino a digiuno, mescolata a miele. Per gli adulti, I'equivalente di 4 cucchiai da minestra di polpa.

INFUSO E DECOTTO  di foglie giovani (calmante e vermifugo): mettete un mazzetto di foglie giovani fresche in un litro d'acqua. (Una piccola tazza al giorno per i bambini. Da 2 a 3
tazze per gli adulti.)

BAGNI ALLE MANI E PEDILUVI misurate 10 fette di radice e un mazzetto di giovani foglie per litro d'acqua.

LETTO DI FELCE MASCHIO per i rachitici e i reumatici.






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sabato 13 agosto 2016

CURARSI CON LA FELCE OSMONDA REALE (Osmunda regalis)

OSMONDA REALE
Osmunda regalis L.
Famiglia delle Osmondacee
Pianta senza fiori






L'ormonda reale o felce reale o felce florida o felce palustre, è la più bella fra le felci europee;. raggiunge facilmente da 1,50 a 1,80 metri d'altezza ed è diffusa nei boschi umidi e acquitrinosi. Le spore, contrariamente a quasi tutte le altre felci, non si trovano nella pagina inferiore delle grandi foglie a lobi non frastagliati, ma sono raggruppate in spighe rossastre al vertice delle foglie stesse. 
L'osmonda è purgativa, diuretica, tonica ed emostatica. Adopereremo il rizoma (detto volgarmente anche radice) nei casi di disturbi della circolazione, ritenzione delle urine, calcoli urinari, cellulite, gotta, reumatismi, debolezza generale e in applicazioni esterne contro le ferite superficiali.





  
Raccolta

Estirpate il rizoma dell'osmonda in autunno, quando è maggiormente ricco di principi attivi; essiccatelo all'ombra: si conserva a lungo.





Preparazione e impiego

INFUSO E DECOTTO: mettete 10 pizzichi di radice grattugiata per litro d'acqua. (Da 2 a 3 tazze al giorno.)

BAGNI ALLE MANI E PEDILUVI: misurate 20 pizzichi di radice grattugiata per litro d'acqua.

DECOTTO (per impacchi): 20 o 30 pizzichi di radice tritata in un litro d'acqua.

LETTO di osmonda: lo raccomando per i bambini sofferenti di rachitismo e a coloro che sono afflitti dai reumatismi: giacere ogni sera su uno strato di foglie di osmonda reale fresca. È una ricetta semplice ed efficace.
















   
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CURARSI CON LE FELCI (Curing with Pteridophytes)




   
LE FELCI

Che strane piante, oserei dire misteriose, sono le felci! Piante magiche che evocano le sconfinate foreste terrificanti delle prime età del nostro pianeta. Piante senza fiori, che si distinguono in due generi ben distinti: il primo su una specie di pellicola più piccola di un francobollo produce delle cellule maschili e femminili ed è estremamente modesto e non facile da identificare a prima vista; il secondo ha quelle grandi foglie triangolari, pennate e segmentate che tutti conosciamo.
Esistono numerosissime specie di felci, di cui almeno quattro sono usate in fitoterapia: l'osmonda reale, la felce maschio, la felce femmina e il polipodio volgare o felce dolce.


OSMONDA REALE (VEDI SCHEDA)
Osmunda regalis L.
Famiglia delle Osmondacee
Pianta senza fiori


FELCE MASCHIO (VEDI SCHEDA)
Dryopteris filix-mas (L.) o Polystichum filix-mas
Famiglia delle Aspidacee
Pianta senza fiori 





FELCE FEMMINA (VEDI SCHEDA)
Athyrium filix-foemia (L.) Roth
Famiglia delle Aspidiacee
Pianta senza fiori


POLIPODIO VOLGARE O FELCE DOLCE 
Polypodium vulgare


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mercoledì 10 agosto 2016

CURARSI CON IL RIBES NERO (Curing with the Blackcurrant)


 RIBES NERO

Ribes nigrum L.
Famiglia delle Ribesiacee
Fiori verdastri

Vicino alle fragole non trascurate di piantare una siepe di ribes nero che abbellirà il vostro giardino e vi consentirà di rifornire la dispensa di deliziose marmellate. Se non doveste avere che un frutto in giardino, vi consiglierei di scegliere questo, il più ricco di tutti in vitamina C. 
È il cugino vestito di nero del ribes rosso e del ribes spinoso giallo pallido. II nome con il quale è conosciuto in Francia, cassis, deriva probabilmente dal suo antico uso come surrogato della cassia (e non, come alcuni hanno sostenuto, dalla città di Cassis). Si trova, allo stato selvatico, dall'Inghilterra alla Cina settentrionale; in Europa è piuttosto diffuso nei boschi. 
Conosciamo tutti l'odore forte e aromatico di questo arbusto alto da uno a due metri, le cui foglie nella pagina inferiore secernono il caratteristico profumo, e i cui frutti neri, di sapore leggermente asprigno, maturano in luglio-agosto, circa tre mesi dopo la fioritura.
Un grande studioso delle piante, Pietro Foresto, nel 1614 si avvalse per primo delle foglie del ribes nero per combattere la ritenzione delle urine e i calcoli della vescica. Un secolo dopo, l'abate Bailly de Montaran, quando Digione era divenuta la capitale del ribes nero, descrisse tutte le meravigliose virtù terapeutiche della specie nell'opuscolo Le ammirevoli proprietà del ribes. Mio padre sicuramente non era al corrente di questa pubblicazione e vi lascio immaginare la mia meraviglia quando la lessi per la prima volta: l'abate e mio padre sostenevano esattamente la stessa cosa!
Il ribes nero è astringente, sudorifero, ed è un tonico formidabile; agevola le funzioni di tutti gli organi del sistema digestivo, arresta le diarree croniche, lenisce le coliche e i dolori di stomaco, è efficace contro le emicranie, è febbrifugo e guarisce molte infezioni della bocca e del retrobocca (angine, mal di gola, infiammazione delle tonsille, gengiviti, ecc.).
Ma prima di tutto è un ottimo diuretico e un ottimo rimedio contro i reumatismi. Sono guariti moltissimi sofferenti di reumatismi cronici ricorrendo solo a bagni e infusi di ribes nero.
Le stesse applicazioni sono indicate a restituire l'uso dei reni e della vescica agli infelici che soffrono di calcoli o di ritenzione delle urine. Godetevi a volontà il succo di ribes nero crudo o cotto: la stanchezza, i disturbi di fegato, I'artrite, i malanni del sistema urinario, non saranno più che cattivi ricordi. 
Le foglie della pianta, strofinate sulle punture d'insetti, leniscono meravigliosamente il dolore.



Raccolta

Lasciatemi insistere ancora sull'importanza di prevedere nel vostro giardino un posto per il ribes nero. Della pianta coglierete naturalmente i frutti coi quali farete deliziosi sciroppi e gelatine o che mangerete freschi con un po' di zucchero o miele. Oltre alla loro efficacia contro i vari malanni sopraelencati, questi frutti hanno il vantaggio di fornire all'organismo grande abbondanza di vitamine e in particolare di vitamina C.
Non è il caso di aspettare di essere ammalati per farne delle cure intense. Il ribes nero è altrettanto prezioso per le foglie e i fiori: raccoglieteli in primavera, subito prima della fioritura, e fateli seccare all'ombra.





Preparazione e impiego

È inutile dilungarsi su sciroppi, gelatine e liquori di ribes nero per i quali potrete trovare delle ottime ricette in qualsiasi libro di cucina e dei quali, d'altronde, qualsiasi donna di casa conosce i segreti. Preferisco, per questo, affidarmi al gusto, all'abilità e anche al genio culinario della padrona di casa. Preparate però ugualmente:

SUCCO di frutti o di frutti, e foglie fresche (diuretico e antireumatico): per una giornata, da prendere in tre volte, spremete il succo di 400 grammi di bacche e di 4 belle foglie.


INFUSO diuretico di foglie e di fiori: mettete un pugno di pianta per litro d'acqua. (3 tazze al giorno, delle quali una al mattino a digiuno e una alla sera prima di dormire.)

DECOTTO di foglie: mettete una mezza manciata di foglie fresche o una manciata di foglie secche per un litro d'acqua. (2 tazze al giorno per regolarizzare l'azione degli organi del sistema digestivo.)

DECOTTO  CONCENTRATO di foglie per uso esterno (in impacchi per la cura delle ulcere e delle piaghe): misurate due manciate di foglie secche per litro d'acqua.

BAGNI ALLE MANI E PEDILUVI (diuretico, antireumatico, contro le emicranie): stesse proporzioni del decotto concentrato. (2 bagni al giorno.)

GARGARISMI contro tutte le affezioni della bocca e del retrobocca: preparate un decotto leggero di fiori o di frutti di ribes nero secchi nella proporzione di una manciata per litro (della gelatina diluita nell'acqua calda ha il medesimo effetto); diversi gargarismi al giorno.




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lunedì 25 luglio 2016

CURARSI CON IL RIBES (Curing with the Redcurrant)



   
IL RIBES


Poche piante sono più belle a vedersi di questo arboscello che si intrufola nelle siepi e che d'estate s'incorona di grappoli di piccoli frutti rosso vivo (frutici) delicatamente aciduli. 
II ribes proviene dalla Scandinavia; gli svedesi lo chiamavano rips, e i danesi ribs, d'onde il nome di ribes e il nome della famiglia: Ribesiacee.
Oltre al ribes nero che descriverò più oltre, esistono due importanti specie di ribes: il ribes spinoso (che i francesi chiamano volgarmente anche ribes da pesce sgombro), e il ribes a grappoli (o ribes rosso o ribes comune). 
Il ribes da pesce sgombro è stato chiamato con questo strano nome per I'uso che se ne faceva nel Medio Evo come condimento per il pesce e in particolare per gli sgombri; è un arbusto molto spinoso alto da un metro a un metro e mezzo, con piccoli fiori verde pallido e frutti ovoidali giallastri della dimensione di un pisello nella varietà selvatica (le varietà coltivate hanno frutti più grossi delle ciliegie). 
Questa specie, allo stato selvatico, è diffusa in quasi tutta l'Europa, in gran parre dell'Asia e dell'Africa settentrionale; fiorisce fra marzo e maggio e i frutti maturano 2 o 3 mesi dopo. 
Il ribes rosso, dagli incantevoli frutti color rubino, talvolta rosa pallido, giallastri o bianchi, discende probabilmente, nella sua forma attuale, da diversi incroci con una razza selvatica diffusa in Gran Bretagna, in Belgio, nei Paesi Bassi e nella Francia settentrionale; fiorisce in aprile o in maggio e i frutti maturano, secondo le località, in luglio o in agosto.
Queste due specie di ribes sono eminentemente rinfrescanti e lassative.  Una signora che conosco, afflitta da una stitichezza refrattaria a tutti i rimedi, è guarita in pochi giorni utilizzando questi frutti. 
Che se ne beva il succo, che si mangi fresco, in gelatina o in sciroppo, il ribes decongestiona l'intestino e il fegato, stimola le digestioni lente, calma le affezioni della pelle dovute a disfunzioni dell'apparato digestivo.
È inoltre utilissimo per depurare l'organismo da tossine (reumatismi, gotta, itterizia, infiammazioni delle vie urinarie, malattie infettive come morbillo, scarlattina, ecc.). 
La sua radice è molto attiva per combattere l'eccesso di albumina; i frutti, schiacciati e applicati esternamente, sono curativi per traumi, tagli e scottature.




Raccolta

Mangiate a volontà il ribes fresco; per conservarlo fatene dello sciroppo e della gelatina: le ricette non mancano nei libri di cucina (e chissà che le donne che mi leggono non abbiano una loro ricetta personale). Se volete servirvi delle radici, estirpatele in autunno; non è necessario distruggere la pianta: basterà prelevare qualche ramificazione della radice (essiccatele all'ombra).




Preparazione e impiego

DECOTTO di radici  (ed eventualmente di foglie fresche): mettete una bella manciata di radici tagliate a pezzetti o di foglie, in un litro d'acqua. (3 tazze al giorno in caso di albuminuria).

BAGNI ALLE MANI E PEDILUVI (lassativo e depurativo): schiacciate una buona manciata di ribes fresco con una foglia e un pezzetto di radice per litro d'acqua. (Da uno a due bagni al giorno.)





   
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